Beni Culturali
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Palazzo Aldobrandeschi

Un primo fabbricato, costruito in epoca medievale, era collegato alla vicina rocca aldobrandesca, presso la quale sorgeva anche una chiesa, dedicata a San Giorgio; sia la chiesa che l’intero complesso della rocca sono scomparsi nel corso dei secoli, lasciando posto agli attuali edifici situati tra il lato meridionale di Piazza Dante, il Cassero del Sale e il lato sud-occidentale delle Mura medicee.

Con l’abbandono e la susseguente demolizione della rocca, il palazzo divenne la residenza cittadina degli Aldobrandeschi. Il palazzo presenta una pianta poligonale e una volumetria articolata, sviluppata su due, tre e quattro piani fuori terra più un livello ammezzato. L’edificio è fortemente connotato dal carattere neogotico, rintracciabile nell’articolazione dei volumi e esplicitato negli elementi formali e decorativi, dell’esterno come dell’interno, e nell’uso dei materiali, travertino e mattoni, che rimanda chiaramente agli edifici pubblici del gotico senese.

Il fronte principale, sulla centrale Piazza Dante, presenta un andamento articolato e asimmetrico ed è composto da quattro diversi nuclei costituiti da due torri (più alta quella più prossima al Duomo) intervallate da due corpi più bassi.

 

Cassero senese

La notizia più antica circa l’insediamento di Grosseto risale all’anno 803, ma in quel periodo il centro principale della zona era ancora sulle colline a Roselle, nota città Estrusca e Romana. Gli interessi si spostarono gradatamente verso la pianura dove la fertilità del terreno, la pescosità del lago Prile, la ricchezza delle saline e la facilità di comunicazioni per le vie d’acqua favorirono lo sviluppo economico. La storia della città è connessa a quella delle proprie mura.

Roselle era in declino, le sue mura in rovina, così quando il Granduca di Baviera Enrico il superbo e Papa Innocenzo II s’incontrarono a Grosseto quest’ultimo restò così impressionato dalla ricchezza della città e della sicurezza delle sue mura (grazie anche al fiume Ombrone che gli scorreva inguadabile accanto e ne circondava una buona parte formando una grande ansa) che decise di trasferirvi la sede episcopale da Roselle, decretando così la nascita vera e propria della città: era il 9 Aprile 1138.

 

Mura di Grosseto

La città di Grosseto sorse a seguito del definitivo abbandono della vicina Roselle. Già dai suoi albori, furono realizzate opere fortificate difensive; una prima cinta muraria fu ultimata nel corso del XII secolo.

Dopo una lunga serie di rimaneggiamenti, distruzioni e ricostruzioni avvenute nel corso del periodo medievale, nella seconda metà del Cinquecento Francesco I de’ Medici commissionò a Baldassarre Lanci i lavori per la riqualificazione dell’antica cerchia, che portarono alla costruzione delle mura esagonali, tuttora conservate: l’opera fu interamente completata nella primavera del 1593.

Occorsero oltre 19 anni per ultimare i lavori di realizzazione della nuova cerchia muraria in stile rinascimentale, vi furono impiegati molti detenuti, che vennero prelevati dalle prigioni in seguito ad apposito decreto. Contemporaneamente, vennero realizzate anche altre grandi opere, necessarie all’approvvigionamento idrico della città, sempre su commissione di Francesco I de’ Medici: nel centro cittadino furono costruite una serie di cisterne sotterranee per la raccolta dell’acqua piovana, risorsa da sempre assai scarsa nella zona, e per la sua distribuzione alle varie abitazioni.

Le mura esagonali furono dotate agli angoli di imponenti bastioni difensivi, la quasi totalità di forma pentagonale, muniti a loro volta, presso il vertice più esterno, di posti di guardia, le cosiddette garitte o casini; la Cittadella del Cassero Senese venne ulteriormente protetta inoltre da una coppia di bastioni della medesima forma ma di dimensioni minori, rivolti verso l’interno. Si conservano tuttora gallerie di servizio, magazzini e ridotti. Ambienti e percorsi sono pavimentati con mattoni disposti a spina di pesce. Sino al 1757 le mura furono circondate da un fossato esterno e da un argine di terra battuta.

Vi erano due porte principali, una a nord, Porta Nuova, e una a sud, Porta Vecchia, chiamata in passato “”Porta Reale””. A queste si aggiungevano diversi passaggi più piccoli, le (postierle), facilmente difendibili. Con Leopoldo II, furono demolite nel 1855 quasi tutte le torricelle e la quasi totalità delle garitte, ingentilendone l’aspetto e trasformando il tutto in passeggiata pubblica alberata.

 

Piazza Dante

Piazza Dante Alighieri vede le sue origini nel 1222 quando era intesa come platea communis. Con lo spostamento della città da Roselle a Grosseto, le sedi delle istituzioni furono spostate negli edifici di questo luogo preciso per ordine del papa Innocenzo II. Dal 1292 è stato deciso di seguire l’impostazione di ogni città toscana e di portare tutti i più importanti edifici comunali della città sulla piazza principale.

Durante la sottomissione della città a Siena, Piazza Dante Alighieri era dimora di tutti i maggiori rappresentanti di essa. Era vista come la piazza del Comune e a testimonianza in un documento del 1386 dove viene scritto: “Actum in civitate Grosseti in domo habitationis et residentie offitialium paschuorum pro comuni Senarum posita in dicta civitate Grosseti cui ab uno platea comunis, ab altero dpmus sive palatium habitationis et residentie domini Capitanei mariptime comuni Senarum”.


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